Fauna della Riserva

Fauna della Riserva

 

CINGHIALE : Famoso per la sua tenacia, per la sua forza e, contemporaneamente, per la sua carne pregiata, il cinghiale è da sempre considerato una delle prede più ambite nella caccia alla grossa selvaggina. Sono tipici abitatori dei boschi e amanti delle  aree aperte e paludose . A seconda del clima e della disponibilità di cibo, la femmina può andare in estro da una a tre volte l’anno. Durante il periodo degli amori, i maschi abbandonano la vita solitaria per aggregarsi ai gruppi di femmine, spesso percorrendo anche grandi distanze sulla scia delle piste odorose e non nutrendosi né riposando per raggiungerne uno al più presto: una volta raggiunto il gruppo, per prima cosa il maschio allontana i giovani che dovessero ancora trovarsi assieme alla femmina. Durante il combattimento, i maschi cozzano testa contro testa, parando i colpi proprio con l’armatura: ciò non scongiura tuttavia il rischio di procurarsi lesioni anche gravi, sebbene assai raramente mortali. Una volta decretato il vincitore, comincia la fase del corteggiamento, il maschio comincia ad inseguire la femmina più vicina, una volta raggiuntala, esso comincia a massaggiarle in maniera piuttosto rude la schiena ed i fianchi col grugno

MUFLONE :  Il pelo è ispido e di colore fulvo d’estate e bruno scuro d’inverno, con tonalità grigiastre e nerastre su spalle e collo: il muso, la parte interna delle orecchie, un cerchio perioculare, il ventre, il posteriore e la parte distale delle zampe sono bianchi. Nei maschi spesso è presente una “sella” bianca sul dorso, assente nelle femmine, che sono di colore marroncino.Caratteristica unica dei maschi è la presenza sul cranio di due grosse corna fisse su una base d’osso, che hanno crescita continua con tendenza alla spiralizzazione in senso laterale: le corna del muflone hanno un alto effetto spettacolare, che rende in particolare i vecchi maschi un trofeo molto ambito dai cacciatori. Si tratta di animali diurni e dalle abitudini gregarie.

DAINO: . Il colore del mantello varia a seconda della stagione: durante l’estate la parte dorsale è rossiccio-marrone maculata (pomellata) di bianco con una striscia nera che corre lungo la spina dorsale ;durante l’inverno la parte dorsale diviene grigio-nerastra, mentre quella inferiore diventa di colore grigio–cenere .Il grado di pomellatura dei fianchi è assai variabile da individuo ad individuo, anzi la pomellatura può addirittura essere assente. I palchi cadono fra la fine di marzo e l’inizio di giugno, per essere rapidamente sostituiti da un nuovo paio più grosso e forte: inizialmente i nuovi palchi sono ricoperti dal cosiddetto velluto e riccamente vascolarizzati, ma col tempo il velluto si secca ed a partire dal mese di agosto l’animale comincia a strofinarli contro tronchi e rocce per liberarli da tale rivestimento ed essere così pronto per i combattimenti della stagione degli amori. Il periodo degli amori dura tra la metà di ottobre e l’inizio di novembre.

CERVO: Il mantello, aderente e liscio, è composto di peli setolosi e di fine lanugine, che si allunga notevolmente sulla coda, mentre sul labbro superiore e intorno agli occhi crescono serie di lunghe setole: nei maschi, in particolare in quelli delle popolazioni diffuse in climi freddi, spesso è presente una criniera sul collo. La colorazione del mantello subisce variazioni a seconda delle stagioni, del sesso e dell’età degli individui: il mantello estivo appare brunastro o tendente al rossiccio, mentre in inverno è grigio-bruno, con un pelo notevolmente infittito I palchi , rappresentano la principale caratteristica dei maschi e, certo, uno dei fenomeni biologici più interessanti. Alla fine del primo inverno, sullo stelo, cresciuto nella regione frontale, compaiono i primi palchi. Al suo secondo anno di vita, il giovane cervo, a causa della graduale diminuzione dei livelli di testosterone nel sangue subisce la decalcificazione della base dei primi palchi, che, al minimo urto contro un ostacolo, si staccano e cadono. Il fenomeno si ripete, da qui innanzi, regolarmente ogni anno: i palchi cadono ma sullo stelo se ne formano di nuovi, che raggiungono le dimensioni massime entro quattro mesi, sempre ricoperti di velluto. Anno per anno, il volume, il peso e parzialmente il numero dello punte va aumentando. All’inizio dell’autunno, precisamente da metà settembre a metà ottobre, inizia la stagione degli amori. In questo periodo, i maschi, che solitamente vivono in piccoli gruppi monosessuali, si separano e iniziano a sfidarsi tramite bramiti per rivendicare il possesso delle femmine su altri pretendenti.